Questo giugno ricorreranno dieci anni dal momento in cui una stretta maggioranza di britannici votò per l’uscita dall’Unione europea. Il referendum del giugno 2016 ha diviso il Paese, interrotto decenni di cooperazione e lasciato dietro di sé, su entrambe le sponde della Manica, alcuni benefici ma anche numerose perdite – diplomatiche, economiche e umane.

Per i giovani, una delle perdite più dolorose è stata quella della mobilità studentesca. Studiare nelle università è diventato molto più costoso per gli studenti europei dopo la Brexit e il programma Erasmus, che permetteva a generazioni di studenti di trascorrere un semestre a Edimburgo, Londra o Manchester – e agli studenti britannici di scoprire le università europee – è diventato inaccessibile. La Gran Bretagna lo ha sostituito con il proprio schema Turing, ma questo si è rivelato più limitato, unilaterale e privo di reciprocità.

Oggi le porte chiuse si stanno gradualmente riaprendo. La Commissione europea ha confermato l’adesione del Regno Unito al programma Erasmus+ a partire da gennaio 2027. Si tratta del completamento formale di un processo avviato con la decisione del Consiglio dell’Unione europea alla fine di marzo di quest’anno.

“L’Europa e il Regno Unito godono da secoli di relazioni reciprocamente vantaggiose nel campo dell’istruzione. Rafforzare ulteriormente questi legami ha perfettamente senso per entrambe le parti – per i nostri studenti, insegnanti, sistemi educativi, economie e società nel loro insieme”, ha riassunto la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.

Fino a 100.000 britannici prenderanno parte al prossimo Erasmus

Cosa significa nella pratica? L’adesione del Regno Unito a Erasmus+ non è solo simbolica. Studenti britannici, insegnanti, apprendisti e operatori giovanili avranno, secondo l’accordo, accesso al programma da gennaio 2027 alle stesse condizioni dei partecipanti degli Stati membri dell’Unione e degli altri Paesi associati – inclusi Norvegia, Islanda e Serbia.

Secondo stime preliminari, già nel primo anno potrebbero beneficiare del programma fino a 100.000 partecipanti provenienti dalla Gran Bretagna.

È importante anche ciò che Erasmus+ copre: non si tratta solo dei classici scambi per studenti universitari, ma anche di tirocini, formazione professionale, lavoro con i giovani e attività di volontariato.

Il commissario europeo Maroš Šefčovič ha dichiarato che la firma della decisione sull’associazione del Regno Unito al programma Erasmus+ nel 2027 realizza un importante impegno assunto al vertice tra Unione europea e Regno Unito dello scorso anno. “Consentirà a decine di migliaia di cittadini di imparare, studiare e formarsi dall’altra parte della Manica e di rafforzare i legami tra le persone”.

La partecipazione del Regno Unito al programma è per ora confermata per il 2027, cioè per l’anno accademico 2027/2028. La prosecuzione dal 2028 sarà oggetto di ulteriori negoziati nel contesto del nuovo quadro finanziario pluriennale dell’Unione per il periodo 2028-2034.

Un importante nodo resta quello finanziario. La Gran Bretagna pagherà per il 2027 un contributo annuale di 570 milioni di sterline – una cifra che, secondo il governo, riflette uno sconto del 30% rispetto alle condizioni precedenti alla Brexit. La disponibilità delle parti a definire eventuali finanziamenti futuri dipenderà dal clima politico e anche dalla risposta degli studenti che usufruiranno della mobilità.

Gli studenti degli Stati membri che desiderano svolgere l’intero percorso di studi nel Regno Unito dovranno però ancora attendere. La questione delle tasse universitarie per gli studi completi resta infatti, per ora, aperta.

L’Unione chiede da tempo che le università britanniche applichino agli studenti europei le cosiddette “home fees”, significativamente inferiori rispetto alle rette internazionali. Il Regno Unito ha tuttavia respinto questa richiesta, citando gli elevati costi di finanziamento del sistema universitario e la perdita di entrate derivanti dalle tasse degli studenti internazionali.

Un anno dopo il vertice storico

L’annuncio del ritorno a Erasmus arriva meno di un anno dopo il primo vertice formale tra Unione europea e Regno Unito, tenutosi il 19 maggio 2025 a Londra – il primo del suo genere dopo l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione. Il vertice ha aperto un nuovo capitolo nelle relazioni e ha fissato impegni in materia di sicurezza, commercio e relazioni tra le persone. Il ritorno a Erasmus è stato uno degli impegni concreti assunti in quell’occasione.

Quest’anno è atteso un nuovo vertice, probabilmente tra maggio e giugno 2026, mentre i negoziati avanzano anche in altri ambiti – tra cui un accordo sugli standard sanitari e fitosanitari, che ridurrebbe significativamente gli oneri burocratici nel commercio alimentare, e il collegamento tra il sistema britannico ed europeo di scambio delle emissioni.

Tradotto da Cesare Ceccato. Leggi qui l’articolo originale.

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